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S.A. 13 gennaio 2015
Aree protette: opportunità per le campagne e l’ambiente o un mero peso per le aziende agricole? Se lo domanda Coldiretti Oristano nell’affrontare la tematica sulle aree di Natura 2000
Aree protette: le domande di Coldiretti Oristano


ORISTANo - Aree protette: opportunità per le campagne e l’ambiente o un mero peso per le aziende agricole? Se lo domanda Coldiretti Oristano nell’affrontare la tematica sulle aree di Natura 2000. Nell’Isola sono 126 i siti protetti: 89 aree Sic a tutela di specie vegetali endemiche e di particolare interesse e pregio per ben 364.200 ettari di superficie; 37 le aree Zps, Zone a Protezione Speciale, a tutela di specie animali per 243.300 ettari. 61 gli habitat presenti di cui 14 prioritari, come le aree forestali che rivestono una grande valenza ambientale, dove tuttavia solo il 24% di dette aree risultano effettivamente gestite (gestione pubblica). Una estensione rilevante dove sono presenti ed operano molte attività agricole.

Per il direttore provinciale Coldiretti Oristano Giuseppe Casu occorre partire dalla consapevolezza della importanza del ruolo degli agricoltori nella conservazione della natura, come tutori attivi del territorio. L’opera e la presenza dell’uomo prevengono gli incendi, i dilavamenti, l’inaridimento del suolo, conservano gli habitat agricoli e forestali e le biodiversità. In tal modo si realizza un equilibrio tra attività produttive e ambiente che garantisce tutti. È indispensabile in tal senso armonizzare al meglio i Piani di gestione dei SIC e ZPS, sia di quelli esistenti che in fase di realizzazione, condividendo gli interventi previsti e le misure di conservazione con le comunità locali, specie come il mondo delle campagne. In tal modo gli usi agricoli e forestali di dette aree sono inclusi appieno nelle azioni di tutela senza attivare vincoli estremamente penalizzanti.

I finanziamenti a salvaguardia delle biodiversità naturalistiche devono contemplare azioni efficaci rivolte alle campagne. Coldiretti Oristano ritiene infatti «che lo stimolo economico non deve essere considerato secondario in un’ottica di tutela duratura del territorio, per cui richiede un salto di qualità nella gestione e disciplina delle aree Natura 2000, a partire dalla disponibilità delle risorse. In questo senso è importante stimolare la presenza e la permanenza delle aziende agricole in detti territori come presidio a garanzia delle numerose biodiversità, per evitare lo spopolamento delle aree rurali e l’abbandono delle pratiche agricole tradizionali».

Il Psr 2014 – 2020 non ha attivato la Mis. n° 12, sostenuta ed auspicata da Coldiretti, che contemplava un supporto finanziario a SIC e ZPS, a compensazione di maggiori oneri e minori ricavi, anche per i vincoli nell’utilizzo e lavorazione del suolo che vengono a crearsi.
Per Casu si tratta «finalmente di vedere le aree protette e i temi della biodiversità ivi collegati come strumento di opportunità e non di soli vincoli, assioma fondamentale per garantire un futuro per aree SIC e ZPS in armonia con le comunità locali e le loro attività».

Nella foto: Giuseppe Casu, direttore provinciale Coldiretti Oristano
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