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A.B. 30 ottobre 2014
Aumento nella provincia oristanese, dai 108mila libretti del 2009 ai 112mila attuali. Aumenta la propensione agli investimenti a medio e lungo termine, in vista della 90esima Giornata Mondiale del Risparmi, in programma domani
Oristano: crescono i libretti postali attivi


ORISTANO – Venerdì 31 ottobre, “Poste Italiane” celebra la 90esima “Giornata Mondiale del Risparmio”, istituita nell’ottobre del 1924 dalle Casse di Risparmio di 26 paesi. Le Casse Postali di Risparmio, nate nella seconda parte del 1800, si pongono da subito come alternativa al sistema bancario che era in mano a poche e grandi famiglie finanziarie e diventano il punto di riferimento del bottegaio e del piccolo commerciante. In quel periodo, le Poste vengono chiamante “banche del popolo”. Ad un anno dall’approvazione della legge istitutiva, i libretti postali aperti in Italia sono già 57mila. Oggi, i libretti di risparmio postale attivi a livello nazionale sono circa 30milioni.

I libretti ed i buoni fruttiferi diventano ben presto il “salvadanaio” degli italiani, favoriti anche dalla semplicità, dall’assenza di spese di apertura, gestione e chiusura e dalla capillarità degli uffici postali distribuiti sul territorio. Questa tendenza, trova conferma ancora oggi nel trend di crescita che si registra anche in questi anni di crisi. Se nel 2009 i libretti attivi in Sardegna erano 984mila, oggi sono un milione e 110mila, con un incremento del 12,80percento. La crescita ha coinvolto in modo uniforme tutte le province della regione: in quella di Oristano, si è passati dai 108mila del 2009 ai 112mila attuali. Anche gli investimenti sui buoni fruttiferi sono cresciuti ed è cresciuta in particolare la tendenza degli oristanesi agli investimenti a medio e lungo termine che costituiscono l’34percento del totale del valore dei buoni emessi.

Si tratta in particolare dei buoni fruttiferi postali “3x4”, una forma di investimento a tasso crescente della durata massima di dodici anni. Questi buoni, maturano gli interessi al completamento di ogni triennio, riconoscendo rendimenti competitivi in coincidenza delle scadenze, non vincolate, individuate nel terzo, nel sesto, nel nono e nel dodicesimo anno. L’altra forma di investimento preferita dagli oristanesi, pari al 18percento del totale, sono i buoni fruttiferi indicizzati, della durata massima di dieci anni, che garantiscono oltre alla restituzione del capitale investito e di un rendimento fisso, il recupero, sia sul capitale investito che sugli interessi maturati, del 100percento dell’inflazione rilevata nel periodo dell’investimento e fissata dall’indice “Istat Foi”.
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