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S.A. 26 settembre 2014
Sabato 27 settembre nel Palazzo Boyl dalle 15 alle 20 un incontri sui temi energetici organizzato dal Fondo Ambiente Italiano in Sardegna
Quale energia, quale Sardegna: incontro Fai a Milis


MILIS - Da quando i primi fuochi illuminarono le notti senza elettricità i nostri antenati costruirono il mito che un giorno sarebbero stati affrancati dal lavoro e che l’energia sarebbe stata inesauribile. La realtà è stata diversa. Il lavoro è una chimera per troppi e qualunque scelta sull‘energia necessita di valutazioni che oltrepassino il qui ed ora. Per tale ragione il Fai Sardegna s’interroga su Quale energia per quale Sardegna? Lo fa a Milis Sabato 27 settembre nel Palazzo Boyl dalle 15 alle 20 col contributo di tanti sardi e sarde che speriamo vogliano diventare soci ed arricchire la rappresentanza del Fondo Ambiente Italiano in Sardegna. L’energia è tema sensibile da affrontare col massimo di partecipazione perchè i decisori non siano lasciati soli ad assumersi responsabilità che riguardano la comunità regionale ed i territori per i decenni a venire.

La progressiva dismissione delle industrie energivore e la crescita delle fonti rinnovabili avrebbero dovuto produrre in Sardegna una diminuzione del consumo di energia ed un minor costo. E‘ diminuito il consumo ma non il costo. E‘ tempo allora di riflettere sulle diverse fonti di produzione e sul loro impatto nei territori. In troppi casi devastante. E‘ il caso di molte fonti energetiche che hanno occupato i territori a destinazione agricola. E‘ necessario coordinare le fasi di pianificazione, di erogazione dei contributi, di costruzione e di gestione del Piano Energetico Regionale. Chiedersi se non sia il caso di creare un'Agenzia Energetica Regionale che risponda alle molteplici esigenze di natura pubblica o privata da parte di singoli o società. Promuovere l'autonomia energetica delle comunità locali ed una diffusa pedagogia del risparmio e del riuso specie nelle aziende agricole e zootecniche messe in grado di "autoprodurre".

Nei mesi scorsi il Fai ha sollecitato il governo regionale sulla sottrazione - a tratti spregiudicata – della terra alle colture agricole con le fonti rinnovabili. Sono stati distrutti paesaggi, divorati preziosi suoli agricoli, disseminati i territori di cattedrali nel deserto, creato ulteriori servitù. Dopo l’eolico, il fotovoltaico e il termodinamico solare a terra ad altissimo impatto ambientale l’ultima frontiera è il cosiddetto MINIeolico. Non risultano ad oggi disposizioni ostative alla realizzazione di impianti di 60 kW potenza. Pertanto è urgente che si disponga che, anche gli impianti eolici di potenza inferiore ai 60 kW si possano realizzare in aree agricole a patto che siano destinati all’autoconsumo energetico per l’azienda che lo richiede; che il richiedente sia un imprenditore agricolo professionale, e/o comunque una società agricola presente stabilmente nell‘isola; che siano assoggettati a Via, ovunque localizzati, così come da ultimo ha stabilito la Sentenza della Corte Costituzionale (n. 188/2013 del 03.7.2013).

Nella foto: Maria Antonietta Mongiu, presidente regionale Fai Sardegna
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