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G.P. 25 settembre 2014
Una giornata di festa in prossimità della Giornata Europea delle Lingue che si festeggia domani, venerdì 26 settembre
La Festa della Lingua Sarda a Sedilo


SEDILO - La festa della lingua sarda svoltasi domenica 21 settembre a Sedilo é stato un evento importante: è stata organizzata dal Csu, il Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale. Una giornata di festa in prossimità della Giornata Europea delle Lingue, il 26 settembre: stavolta la modalità scelta dall'organizzazione, nata nel giugno scorso a Santa Giusta, è quella dell'appuntamento politico-culturale misto a musica, con invito ai politici interessati a partecipare. L'intento degli organizzatori è stato quello di sollecitare la Regione, e in primis l'assessore della Pubblica Istruzione Clàudia Firino, alla continuità delle politiche linguistiche messe in atto negli ultimi dieci anni.

In particolare, la giornata di domenica è dedicata alla LSC, lo standard ortografico per la scrittura ufficiale del sardo voluto da Renato Soru nel 2006 e confermato da Cappellacci fino al 2013. Da quando Francesco Pigliaru è diventato presidente della Regione - sostiene il CSU - la polìtica della lingua ufficiale è entrata in una fase di immobilismo e discussionismo che preoccupa. Da qui la convocazione a Sedilo dei militanti per confrontarsi, anche con alcuni politici, e mandare un messaggio chiaro e netto di protesta al governo regionale.
Una prima affollata manifestazione che aveva battezzato il Coordinamentu Sardu Ufitziale si era tenuta a Santa Giusta a metà giugno.

Da li era partita una richiesta di incontro all'assessore regionale, non soddisfatta. Dopo le proteste del CSU, Claudia Firino si era presentata il 23 agosto alla scuola estiva del movimento a Neoneli. Ma le sue dichiarazioni non hanno tranquillizzato i militanti, sono parse interlocutorie e dilatorie, in particolare sulla questione della lingua comuna e dell'operatività della polìtica linguìstica. L'Assessore non ha partecipato, per impegni lavorativi nemmeno alla giornata di Sedilo.

Nonostante le buone intenzioni della Firino, alla quale comunque il CSU ha riconosciuto pubblicamente doti personali e di coraggio, invece il Servizio Lingua Sarda regionale è inspiegabilmente ancora senza un responsabile, dopo la decadenza a maggio del direttore storico Giuseppe Corongiu, uscito per un cavillo burocratico che la giunta non aveva voluto sanare. Il Piano Triennale 2014-2016, al quale è legata la possibilità di spesa, non é stato approvato. Il capitolo sull'insegnamento del sardo a scuola e vuoto. Le trasmissioni radio tv in sardo possono non trovare continuità.

I 4 milioni di stanziamento previsti in bilancio per le politiche linguistiche potrebbero essere 'riassorbiti' in occasione dell'assestamento di bilancio con il pretesto dei risparmi e del patto di stabilità. La situazione è critica e gli equilibri sono molto precari, così come precari sono i 150 lavoratori degli ufìtzios de sa limba sarda che rischiano di perdere il posto di lavoro. Inoltre è evidente che se questo immobilismo blocca la politica linguistica regionale per la lingua sarda, bisogna rendersi conto che nemmeno le altre lingue di minoranza presenti in Sardegna sono esenti da questo trattamento. Sono tempi difficili anche per il catalano di Alghero, per il gallurese, per il sassarese e per il tabarchino.
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