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Oristano NewsnotizieoristanoSaluteSanità › Trapianto rene senza dialisi. Il primo caso a Oristano
S.A. 29 agosto 2014
Primo caso in provincia di un soggetto operato prima di entrare in dialisi, grazie a un percorso terapeutico che rallenta il decorso della malattia
Trapianto rene senza dialisi
Il primo caso a Oristano


ORISTANO – Dalla terapia farmacologica e nutrizionale al trapianto di rene, senza passare per la dialisi, una metodica piuttosto invasiva utilizzata in caso di grave insufficienza renale. E' accaduto, primo caso nella nostra provincia, a un paziente seguito dall'Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale “San Martino” di Oristano, che nel luglio scorso è stato sottoposto con successo a un intervento di impianto renale al Brotzu di Cagliari.

«Diversamente dalla quasi totalità dei casi – spiega il dottor Antonio Pinna, direttore della struttura complessa di Nefrologia e Dialisi della Asl 5 – la persona da noi seguita è arrivata al trapianto senza essersi mai sottoposta a una seduta dialitica, quando cioè le sue condizioni fisiche erano più favorevoli al buon esito dell'intervento». Ciò è stato possibile, oltre che naturalmente grazie alla compatibilità con il profilo del donatore, anche e soprattutto per merito della presenza al San Martino dell'ambulatorio predialisi, una struttura-ponte che prende in carico i soggetti che soffrono di un'insufficienza renale cronica grave e, attraverso un percorso terapeutico farmacologico e nutrizionale e un'educazione a stili di vita corretti, rallenta la progressione della malattia, facendoli entrare il più tardi possibile in dialisi o permettendo loro di sottoporsi direttamente all'impianto dell'organo. «Quando la funzionalità renale dei pazienti in predialisi scende sotto la soglia del 15 per cento – precisa il Direttore dell'Unità di Nefrologia – li inseriamo in lista d'attesa per il trapianto, per renderli già disponibili in caso di compatibilità». Questo è ciò che è accaduto all'uomo recentemente trapiantato.

Attivo a Oristano dall'aprile 2012, l'ambulatorio predialisi ha oggi in carico 70 pazienti, un numero quasi pari a quello dei 76 già entrati in dialisi. Di questi ultimi, dieci sono quelli che hanno optato per la dialisi peritoneale, una metodica che può essere effettuata a casa dallo stesso paziente o da un suo assistente, risparmiando loro le periodiche sedute in ospedale. «Il nostro obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita del paziente – chiarisce il dottor Pinna - L'ambulatorio predialisi prima e la dialisi peritoneale poi rendono meno invasivo l'intervento terapeutico, puntando prima sulla prevenzione, poi su una procedura che può essere praticata a domicilio dallo stesso soggetto malato.

«Ai benefici per il singolo – aggiunge il primario della Nefrologia – si sommano quelli per la comunità, in quanto rallentare il decorso della patologia o permettere al paziente di curarsi in casa consentono dei notevoli risparmi di risorse: un soggetto in predialisi comporta una spesa di 12.000 euro l'anno, in dialisi peritoneale ne richiede 30.000, in emodialisi ne costa 50.000. Sia in termini sanitari che economici, quindi, la strada più opportuna da perseguire è quella della prevenzione e della domiciliarizzazione delle cure». Una strada che, anche grazie all'ampliamento del ventaglio dell'offerta, ha permesso all'Unità di Nefrologia della Asl 5 di Oristano di passare dai 42 pazienti dell'inizio 2012 ai circa 80 di oggi e di ridurre la migrazione verso altre strutture dell'Isola, «Dobbiamo questo risultato all'impegno di tutto il personale medico e infermieristico della struttura» conclude il dottor Pinna.
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