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Red 16 aprile 2019
Il prosieguo delle attività a contrasto della contraffazione nel mercato domenicale del quartiere cagliaritano, ha trovato il suo epilogo con il sequestro di ulteriore materiale contraffatto, nonché con il ritrovamento di numerosissimi loghi ed etichette strumentali al confezionamento di prodotti non originali
Merce contraffatta: sequestro a Sant´Elia


CAGLIARI - Il prosieguo delle attività a contrasto della contraffazione nel mercato domenicale di Sant’Elia [LEGGI], ha trovato il suo epilogo con il sequestro di ulteriore materiale contraffatto, nonché con il ritrovamento di numerosissimi loghi ed etichette strumentali al confezionamento di prodotti non originali. Le operazioni avevano consentito di individuare una bancarella abusiva dove erano messe in vendita calzature e capi di abbigliamento contraffatti. Le ispezioni estese anche alla macchina nella disponibilità dei due “proprietari” della bancarella aveva consentito inoltre di verificare che al suo interno erano custodite (quasi a rappresentare un magazzino mobile) altra merce riportante marchi falsificati. Complessivamente, erano stati sequestrati 290 articoli contraffatti, riconducibili a numerosi e prestigiosi brand di moda.

I finanzieri hanno quindi ampliato lo spettro delle investigazioni e si sono recati nell’abitazione dei due venditori, a Quartu Sant'Elena. Al suo interno, in prima battuta, i Baschi verdi hanno trovato scatole e bustoni contenenti ulteriore materiale contraffatto (non dissimile per tipologia e marchi riportati da quelli sequestrati su strada) pronti per essere commercializzati. Ma la scoperta più interessante è stata quella relativa al rinvenimento di un ingente quantitativo di etichette adesive ed in stoffa, riprodotte, per forma e dimensioni, in modo da essere applicate su scarpe, maglieria ed accessori “neutri” e trasformarli, almeno ad un primo sguardo, in prodotti del tutto simili agli originali.

Infatti, prendendo ad esempio una scarpa, la stessa sembrava identica all’originale, ma, ad una osservazione più approfondita, i marchi apposti risultavano posticci e non perfettamente allineati e la suola non riportava i loghi del brand di appartenenza. L’abitazione dei due venditori è risultata così essere un luogo di vero e proprio assemblaggio dei prodotti illeciti, operazione che avveniva semplicemente con l’applicazione delle etichette grazie a colla e ferro da stiro, strumenti trovati in casa. Complessivamente, sono stati trovati e posti sotto sequestro, tra magliette felpe, pantaloni, scarpe ed occhiali, 849 prodotti e 6.617 etichette riportanti i marchi “Fila”, “Converse”, “Nike”, “Colmar”, “Saucony”, “Adidas” e “Timberland”.
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