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Red 3 novembre 2018
Nuovi appuntamenti a Cagliari, con tre proiezioni nel pomeriggio: “Zabriskie point”, il corto di Giovanni Dota “Fino alla fine” ed il film di Letizia Lamartire “Saremo giovani e bellissimi”. In serata, doppio appuntamento all´Auditorium del Conservatorio con il dj/visual set di Max Viale e con il reading-concerto dei Dancefloor Stompers
Terza giornata per Creuza de Mà


CAGLIARI - Sale alla ribalta la musica dal vivo, oggi (sabato), nella terza giornata di Creuza de Mà, il festival di musica per il cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, quest'anno alla sua edizione numero dodici, in corso fino a domenica a Cagliari (dopo la prima parte che si è tenuta a metà settembre a Carloforte). Doppio appuntamento in serata, all'Auditorium del Conservatorio (in Piazza Ennio Porrino): protagonista del primo, alle 21.30, Max Viale (videomaker, sound designer, compositore e cofondatore del gruppo “Gatto Ciliegia contro il Grande freddo”), artefice della colonna sonora di “Nico, 1988”, il film di Susanna Nicchiarelli, in visione al festival la sera prima, che racconta gli ultimi anni di vita di Christa Päffgen, in arte Nico, la cantante ricordata soprattutto per le sue esperienze con i Velvet Underground e con Andy Warhol. Organizzatore della produzione musicale sul set ed interprete nel film nei panni del musicista Max Davies, Viale proporrà il visual set “Don't call me Icon (Nico/Christa 1938-1988)”: un focus sul suono e sulla colonna sonora originale di “Nico, 1988” (candidature David di Donatello e Nastri d'argento 2018) supportato da immagini inedite e rielaborate in tempo reale, che tracciano la storia della vita della poliedrica artista e delle fasi di lavorazione del film. 

La seconda parte della serata vedrà di scena i Dancefloor Stompers, gruppo cagliaritano fondato dal bassista Gianmarco Diana, con Danilo Salis alla chitarra elettrica, Andrea Schirru alle tastiere, Frank Stara alla batteria e percussioni, e Juri Orrù alla chitarra acustica e voce. In programma, “Stompers'68”, un reading-concerto che ripercorre la rivoluzione sessantottina (uno dei temi principali di questa edizione del festival) utilizzando la produzione cinematografica americana ed europea come canovaccio per un racconto artistico, sociale e politico delle nuove dinamiche giovanili, con la nascita degli hippies, la diffusione delle droghe lisergiche, il “flower power” ed i movimenti studenteschi, l'overdose musicale dell'Estate dell'amore ed i suoi riverberi nel cinema e nella cultura di massa italiana. Un viaggio che si snoda lungo le autostrade e le grandi città degli Stati Uniti, come nelle campagne e le città della provincia borghese italiana, dove cinema, musica e narrazione si fondono: nelle immagini di film come “Il laureato”, “Easy rider”, “Fragole e sangue”, “Zabriskie point” o “Woodstock”, ma anche in quelle di “Teorema”, “La Cina è vicina”, “Grazie zia”, “Il sesso degli angeli”, “Z-L'orgia del potere”, come nelle canzoni di Simon & Garfunkel, Electric Flag, Jimi Hendrix, Sly & The Family Stone, Pink Floyd, Beatles e The Band o nelle composizioni per il cinema di Giovanni Fusco, Miki Theodorakis ed Ennio Morricone.

Alle 16, all'Ersu, partono le proiezioni con un altro film della retrospettiva che il festival dedica al '68: Zabriskie point, pezzo storico dell'epoca firmato nel 1970 da Michelangelo Antonioni, ed ambientato tra Los Angeles e la Death Valley nell'era dei figli dei fiori e delle università in fermento. Alle 18.30, “Fino alla fine”, cortometraggio di 15' di Giovanni Dota (che firma anche la sceneggiatura con Giulia Martinez, musiche di Federico Ciompi), presentato quest'anno in concorso alla 33esima Settimana internazionale della critica nell'ambito del Festival del cinema di Venezia: cresciuto nella periferia di Napoli, assistente alla regia per la serie televisiva “Gomorra”, Dota racconta una storia di camorra, tra personaggi grotteschi, tragici equivoci e segreti. Alle 19, chiuderà le proiezioni in programma oggi “Saremo giovani e bellissimi”, primo lungometraggio della regista barese Letizia Lamartire (presente all'appuntamento), che ha ottenuto il premio dedicato alla colonna sonora del miglior film in concorso alla Settimana internazionale della critica del Festival del Cinema di Venezia per le musiche di Matteo Buzzanca: e la musica è centrale nella trama del film stesso, in cui la protagonista, ex star del pop degli Anni Novanta, decaduta, vive un legame unico ed a tratti morboso col figlio, anche lui musicista.

Nella foto: Letizia Lamartire
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