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S.O. 8 ottobre 2018
Nel futuro dell´ex campo nomadi di Alghero ci sarà la realizzazione di un parco attrezzato, fruibile dalle famiglie e aperto a tutti. Da simbolo del degrado ambientale e sociale, a luogo di socializzazione e svago
Un parco nell´ex ghetto di Alghero


ALGHERO - La Riviera del corallo non tarderà a far parlare ancora di se. Dopo essere stata presa d'esempio in campo nazionale per la caparbietà con cui nel 2015 ha trattato quella che allora era considerata una vera e propria bomba ambientale, riuscendo nella chiusura del ghetto rom alle porte di Fertilia (misura evocata oggi da numerosi comuni in Sardegna, fino a Roma) [GUARDA LE STORICHE IMMAGINI], avvia la prima fase degli interventi che porteranno alla definitiva rinascita di quell'area. Al via da qualche giorno, alle porte di Fertilia, i lavori di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dell'area dell'ex campo nomadi all'Arenosu, con la realizzazione della recinzione.

Si tratta del sito interessato per circa trent'anni dalla presenza di un insediamento di etnia rom, all'interno del quale si sono svolte svariate attività artigianali e di diverso genere, che hanno comportato l’accumulo ed il trattamento di abbondanti rifiuti, senza l’utilizzo di alcun presidio di natura ambientale. Non di rado, si sono inoltre verificati incendi di diversa natura che hanno interessato grandi quantità di rifiuti, aggravando le condizioni generali dell'area, risultata fortemente inquinata. Tutto questo fino al 2015, quando l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Bruno ha deciso - tra le prime in Italia - la chiusura del campo, offrendo alle famiglie e alle decine di bambini che li abitavano nonostante i gravi rischi, un nuovo futuro d'integrazione.

Dall'analisi del rischio sul sito effettuata dal Comune di Alghero, è infatti emersa la presenza di sostanze cancerogene, con la necessità di completare la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi ancora giacenti secondo le norme vigenti. Ultimate tutte le operazioni di sgombero così, il Comune seppure non proprietario dell’area, ha richiesto e reperito le risorse per il completamento dell’intervento: la Regione Sardegna, accolte le istanze della Giunta Bruno, ha assegnato un importo complessivo pari ad un milione di euro (fondi F.S.C. – Patto per la Sardegna 2014 – 2020), consentendo, di fatto, l'avvio degli interventi.

In attesa del completo trasferimento delle risorse, i primi lavori riguardano la recinzione completa dell'area, cui seguiranno entro i primi mesi del 2019 le operazioni di smaltimento dei rifiuti (andrà nelle prossime settimane a bando la gara tramite la Centrle unica di committenza). Terminata la prima rimozione, come prescritto dalla conferenza dei servizi, si procederà ad analizzare chimicamente i terreni oggetto d'inquinamento, aggiornando se necessario gli elaborati tecnici dell’analisi di rischio e predisponendo le definitive operazioni di bonifica degli stessi, presumibilmente mediante asportazione e conferimento in discarica autorizzata.

Nel futuro dell'ex campo nomadi ci sarà così la realizzazione di un parco attrezzato, fruibile dalle famiglie e aperto a tutti. Da simbolo del degrado ambientale e sociale, a luogo di socializzazione e svago. «E' un obbiettivo di mandato che si conclude con successo, un bell'esempio di rigenerazione urbana reso possibile grazie alla caparbietà amministrativa e al lavoro costante e qualificato. Un impegno preso con la Città di Fondazione di Fertilia e tutti gli algheresi che si mantiene. Dopo trent’anni di assurda indifferenza, in questa stessa consiliatura concluderemo anche le azioni di bonifica, restituendo all'uso comune un'ampia porzione di pineta un tempo degradata e malsana» ha sottolineato il sindaco di Alghero Mario Bruno.

Nella foto: i lavori di recinzione avviati nella pineta dell'Arenosu
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