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Red 25 agosto 2018
Le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico onlus, Lega per l’abolizione della caccia, Lega Antivivisezione e Wwf, a cui nei prossimi giorni si aggiungerà la Lega italiana protezione uccelli-BirdLife Italia, impugnano davanti al Tar Sardegna il decreto dell’assessore regionale dell’Ambiente relativo al calendario venatorio regionale sardo 2018-2019, nella parte in cui prevede la caccia alla lepre sarda, alla pernice sarda ed al coniglio selvatico
Caccia alla lepre: ricorso al Tar degli ambientalisti


CAGLIARI - Le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico onlus, Lega per l’abolizione della caccia, Lega Antivivisezione e Wwf, a cui nei prossimi giorni si aggiungerà la Lega italiana protezione uccelli-BirdLife Italia, hanno nominato l’avvocato del Foro di Cagliari Carlo Augusto Melis Costa per impugnare davanti al Tar Sardegna il decreto dell’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano relativo al calendario venatorio regionale sardo 2018-2019, nella parte in cui prevede la caccia alla lepre sarda, alla pernice sarda ed al coniglio selvatico. Il provvedimento impugnato, infatti, prevede per le due giornate di caccia previste (domenica 30 settembre e domenica 7 ottobre) «un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 lepri sarde e 143.948 pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (piano faunistico-venatorio della Sardegna in corso di approvazione)», dichiarano gli ambientalisti.

La caccia alla lepre ed alla pernice sarda è stata autorizzata «nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano». Non solo. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha fornito un parere di legge sulla proposta di calendario venatorio regionale sardo e ha chiesto esplicitamente la chiusura della caccia alla lepre ed alla pernice sarda in assenza di censimenti relativi alle popolazioni esistenti nell’Isola. Analoga richiesta per le stesse motivazioni per il coniglio selvatico, «oggetto di un assurdo “carniere” potenziale (cinque capi abbattibili per ogni cacciatore) di 179.935 conigli”. Secondo le associazione ambientaliste, si riproporrebbe la stessa situazione dichiarata illegittima dal Tar Sardegna» con riferimento al calendario venatorio della scorsa stagione. «Infatti, a oggi, non sussiste alcun censimento delle popolazioni esistenti di pernice sarda e di lepre sarda, come pacificamente ammesso dalla stessa Regione autonoma della Sardegna (“è stato presentato il piano per il censimento della pernice sarda e della lepre sarda che sarà portato in giunta regionale per l’approvazione”)».

Esistono una “relazione preliminare” ed una deliberazione che individua “linee guida” per i futuri censimenti faunistici. «Ricordiamo che il principio fondamentale stabilito dalla legge nazionale, in attuazione dei principi delle norme europee ed internazionali, è “la conservazione della fauna selvatica” che è considerata “patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale”. I calendari venatori devono attenersi rigorosamente al principio di precauzione che subordina l'attività venatoria alla conservazione delle specie faunistiche. Può un calendario venatorio costituire una cambiale in bianco per le specie faunistiche? Questa è la domanda fondamentale a cui dovrà rispondere nuovamente il Tar Sardegna», concludono le associazioni ricorrenti.
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