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Red 9 luglio 2018
La questione del 118 e dell´elisoccorso tornano sotto la lente d´ingrandimento del coordinatore regionale di Energie per l´Italia Tore Piana, che già intervenne un anno fa sull´argomento
«Nubi e ombre sull'Areus»


ALGHERO - La questione del 118 e dell’elisoccorso, tornano sotto la lente di ingrandimento del coordinatore regionale di Energie per l’Italia Tore Piana, che già un anno fa intervenne per sostenere che la scelta da parte del presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru di attivare tre basi con tre elicotteri, nell'Isola, veniva considerata non funzionale e troppo costosa. Inoltre, veniva contestata la scelta di affidare i corsi per la preparazione all’addestramento degli operatori sanitari sugli elicotteri alla Regione Lombardia. Dal primo luglio, è partito il nuovo corso per la gestione dell’Elisoccorso dopo un appalto vinto da una ditta della Penisola per circa 58milioni di euro e per otto anni. Ma ora, secondo Piana, iniziano ad emergere le prime problematiche legate a questa scelta che, secondo lui, risulta la più sconveniente, cioè quella di attivare tre basi, sugli aeroporti di Alghero, Olbia ed Elmas, designate come basi per gli elicotteri del 118, rispetto invece alle due basi individuate dalla precedente Giunta regionale, fuori dagli aeroporti, cioè Ardara per il nord ed Elmas per il sud.

Attualmente, per poter far decollare l’elicottero del 118 da Olbia bisogna attendere l’autorizzazione della torre di controllo, perché il decollo è subordinato. «Aggiungiamo la situazione di grande traffico nell’aeroporto di Olbia, con aerei che decollano o atterrano con a bordo capi di Stato, sceicchi, personalità e voli di carattere internazionale, i cui tempi di attesa per l’autorizzazione al decollo, possano anche superare la mezz’ora ed oltre. È accaduto nei giorni scorsi – ricorda Tore Piana - a luglio, mese con meno traffico aereo rispetto al mese di agosto, dove pare che l’autorizzazione al decollo dell’elisoccorso da parte della torre di controllo, sia arrivata dopo abbondanti 15', mettendo a rischio il soccorso di un paziente, già irreversibilmente compromesso. Un tempo inaccettabile per un elisoccorso. Se pensiamo poi a interventi urgenti per “Strocke” (ictus) o infarti o politraumi, dove solo pochi minuti di ritardo nell’intervento, possono rappresentare vita o morte. La soluzione delle due basi poste ad Ardara e Elmas, proposte dalla precedente Giunta regionale, collocate fuori dagli aeroporti e quindi escluse dalle autorizzazioni della torre di controllo, secondo il traffico aereo aeroportuale del momento, erano e restano a tutt’oggi le soluzioni ideali per rendere più efficiente tale servizio. Immaginiamo poi quello che potrà accadere nel mese di agosto, quando l’aeroporto di Olbia diventerà lo scalo con il più alto traffico aereo, sia civile, che privato, d’Italia. Quali saranno i tempi d’attesa per l’autorizzazione al decollo dell’elicottero 118? Potrebbero essere superiori anche alla mezz’ora o molto di più. Una situazione rischiosa che va certamente rivista e sanata e che potrebbe seriamente vedere vanificare gli interventi dell’elisoccorso stesso».

Altra situazione da non sottovalutare, secondo il movimento politico, è quella legata allo svolgimento dei corsi che il personale medico, ha effettuato per poter avere la preparazione ad operare all’interno degli elicotteri 118, affidata dall’Ats per la cifra di un milione di euro, ad azienda Ats di Lombardia. «Qui pare si sia verificata una grave incongruenza. I corsisti prescelti, circa duecento iniziali, pare abbiano svolto il corso avendo fatto le visite preventive di idoneità solo a fine corso. Da informazioni ricevute – dichiara il coordinatore regionale - sembra che il 35percento dei corsisti non sia stato giudicato idoneo al volo in elicottero, da parte del medico del lavoro. Su duecento partecipanti, pare siano stati giudicati idonei solamente settanta. Ora ci chiediamo, il corso di formazione ha costo altissimo pro capite, pare circa 5mila euro, inoltre, chi paga le spese del corso d quegli operatori non risultati idonei alle visite mediche? Come mai le visite mediche non sono state eseguite prima dell’inizio del corso ? Tutto questo dimostra palese situazione di disordine organizzativo, ma soprattutto di grande spreco di risorse pubbliche (650mila euro). Altra criticità viene ravvisata nell'ancora non operatività dell’Areus dove, con Delibera di Giunta, sono stati nominati il direttore generale, il direttore sanitario e il direttore amministrativo, che attualmente percepiscono laute indennità. Ancora oggi, effettivamente, la gestione resta in capo all’Ats Sardegna, cioè sotto le decisione del direttore generale dell’Ats dottor Moirano, così come la gestione delle centrali operative del 118. Come mai? Una situazione illegittima e non emblema di buona amministrazione».

Altro fatto che desta perplessità ad Energie per l'Italia riguarda il personale medico in distacco dall'Ats Sardegna verso l’Areus, prescelto, pare «senza alcun criterio di selezione, ma solo per “simpatia” e una volta inserito in Areus, verrebbe automaticamente promosso di categoria. Tale situazione potrebbe paventare un abuso di discrezionalità e che sta sollevando grandissimi malumori fra tutto il personale medico dell’Ats Sardegna. E’ il caso di porre qualche regola su questo argomento? - chiede Piana - Per ultimo, ma non per importanza, si consideri il tema della nomina del nuovo direttore della centrale operativa 118 di Sassari, che a giorni dovrà sostituire il dottor Piero Delogu, promosso direttore sanitario dell’Areus. E’ stato indetto un bando per titoli, i cui termini sono abbondantemente scaduti ed ora il direttore generale dell’Ats Sardegna dottor Moirano , dovrebbe scegliere e nominare il nuovo direttore della Centrale operativa di Sassari e del nord Sardegna. Scelta che ancora una volta non sarà in capo all’Areus, cioè del direttore dottor Lenzotti, ma all’Ats Sardegna. Su questa nomina, non vorremo che si attuassero nomine per spartizione politica, come in alcuni ambienti politici si vocifera, e per questo vigileremo attentamente, come movimento politico, sui criteri di scelta che il dottor Moirano vorrà adottare e che dovranno essere, esclusivamente, basati sui titoli. In merito alle problematiche sollevate, sarà cura di Energie per l’Italia inviare interrogazioni extraparlamentari, indirizzate al ministro della Sanità, al presidente della Regione Sardegna e all’assessore regionale alla Sanità, nonché a tutti i capigruppo presenti in Consiglio regionale», conclude Tore Piana.

Nella foto: Tore Piana
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