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Red 3 luglio 2018
Spiagge e foci sarde analizzate dal team della storica imbarcazione ambientalista: cariche batteriche elevate in 7 dei 29 punti monitorati dai tecnici. Tra questi, sulla foce del corso d´acqua nei pressi di Via Garibaldi, ad Alghero, è stato riscontrato forte odore di zolfo. Risultati a norma di legge nella spiaggia di Maria Pia
Goletta verde, San Giovanni inquinato


ALGHERO - Su ventinove punti monitorati, cinque sono risultati con cariche batteriche molto elevate, due con cariche batteriche elevate. Questo il bilancio del lavoro svolto lungo le coste sarde dall'équipe tecnica di Goletta verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea. L'istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina (martedì), nel corso di una conferenza stampa ad Olbia, alla quale hanno partecipato il direttore nazionale di Legambiente Giorgio Zampetti, la presidente di Legambiente Sardegna Annalisa Colombu ed il direttore regionale di Legambiente Marta Battaglia. «Anche quest’anno, la Goletta verde naviga lungo tutta la costa italiana per la tutela del mare e degli ecosistemi marini e costieri – ha commentato Zampetti – promuovendo le eccellenze e l'immenso patrimonio naturalistico, e denunciando azioni, interventi e fenomeni che ne minacciano lo stato di salute, dalla presenza delle plastiche e dei rifiuti in mare e lungo le spiagge, al cemento».

«Proprio questo è l'obiettivo del nostro monitoraggio scientifico, che si concentra sui punti maggiormente critici della costa, andando ad individuare la presenza di scarichi fognari che arrivano in mare – ha evidenziato Zampetti – ancora oggi infatti, nonostante siano passati 37anni dall'approvazione della direttiva europea sulla depurazione, soprattutto attraverso fiumi, fossi o canali, riscontriamo la presenza di inquinamento da mancata depurazione o per la presenza di scarichi abusivi che minacciano la salute del mare e a volte ne compromette anche la fruizione da parte dei bagnanti stessi. La segnalazione di queste situazioni e la richiesta alle autorità competenti di intervenire per risolverle sono gli obiettivi principali del nostro monitoraggio». Un'attenzione particolare la meritano gli scarichi illegali o i depuratori ancora non conformi. «Anche in Sardegna quest'anno abbiamo maggiormente concentrato il monitoraggio sulle foci di fiumi e dei fossi che arrivano a mare – ha dichiarato Colombu – riteniamo infatti importante andare ad individuare le situazioni maggiormente critiche lungo la costa regionale e quelle che mettono a rischio la salute del mare e della costa circostante. I risultati del nostro monitoraggio ci confermano che alla radice del controllo degli scarichi ci sono i corsi d'acqua che partono dalle aree interne e sfociano a mare. Infatti, anche nella nostra regione, il mare è ricettore di scarichi, per questo l'attenzione di Legambiente è sempre più alta verso queste fonti di inquinamento. Importante segnalare, infine, che spesso le foci dei fiumi attraversano anche la spiaggia, e chi va a fare il bagno non è sempre consapevole della non balneabilità delle foci, anche perché abbiamo riscontrato delle gravi carenze nella cartellonistica informativa». In nessuno dei 29punti monitorati è stata riscontrata la presenza della cartellonistica informativa sulle condizioni del mare, i rischi da inquinamento, lo stato di qualità delle acque, obbligatoria per legge da anni ed a carico dei Comuni.

Il monitoraggio è stato eseguito dai tecnici di Legambiente tra il 18 ed il 21 giugno in 29 punti (di cui 15 a mare), e prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base ad un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio “Sos Goletta”. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi ed i piccoli canali che si trovano sulle spiagge, veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d'acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali); «abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori». Tra i punti monitorati, 5 sono stati giudicati “fortemente inquinati”, di cui tre in provincia di Sassari e due in provincia di Cagliari. Nel Sassarese, si trovano tutti vicino a tratti di spiaggia libera: in località San Giovanni ad Alghero, sulla foce del corso d'acqua nei pressi di via Garibaldi, dove è stato riscontrato forte odore di zolfo; sulla foce del fiume Silis, presso la discesa a mare numero 9, nel territorio comunale di Sorso, e infine sulla foce del Rio Cuggiani, a San Pietro a Mare, nel Comune di Valledoria. In quest'ultimo caso il prelievo è stato ripetuto anche nel tratto di mare nei pressi della foce, risultando entro i limiti. Nel Cagliaritano, sulla foce del canale presso la spiaggia a Santa Margherita di Pula, e sulla foce del Rio Foxi, nell'omonima località del Comune di Quartu Sant'Elena.

Due anche i punti risultati “inquinati” in regione: sulla spiaggia presso Via Tramontana, a Pittulongu di Olbia, e sulla foce del Rio Mannu, in località Portixeddu a Fluminimaggiore. Risultati entro i limiti di legge per gli altri 22 punti. Per quanto riguarda la provincia di Sassari, entro i limiti le spiagge La Marmorata (in località Rena Bianca, a Santa Teresa di Gallura), Cala d'Ambra di San Teodoro, Isola Rossa a Trinità D'Agultu, Scoglio Lungo a Porto Torres, Maria Pia ad Alghero e Lu Bagnu a Castelsardo. In provincia di Nuoro, nessun problema per Li Cucutti di Budoni, Mattaperu di Posada, Santa Maria di Orosei, sulla foce del Rio Siniscola a Siniscola, sulla foce del rio Foddeddu a Tortolì e ad Iscrixedda di Lotzorai. Entro i limiti di legge anche i 6 punti in provincia di Oristano: a Marceddì di Terralba, sullo sbocco a mare dello stagno di Corru S'Ittiri, sulla foce del fiume Tirso (in località Torre Grande, ad Oristano), sulla foce del canale di stagni di Cabras, a Marina di Torre Grande, sulla spiaggia fronte Rio Jana a Porto Alabe (nel territorio comunale di Tresnuraghes) ed a Bosa, dove sono stati analizzati i punti sulla spiaggia fronte foce del ruscello Modolo e sulla foce del fiume Temo. Nella provincia del Sud Sardegna, 3 punti non hanno evidenziato criticità: la spiaggia di Porto Pino (di fronte allo Stagno del Corvo, a Sant'Anna Arresi), la foce del Rio Chia (vicino alla Spiaggia Su Portu, a Domus De Maria) e la spiaggia davanti al fiume Flumendosa (a Porto Corallo, nel territorio comunale di Villaputzu). Infine, nessun problema per la spiaggia davanti al villaggio dei pescatori in località Giorgino, a Cagliari.

Nella foto: la zona della foce di San Giovanni
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