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Red 12 febbraio 2018
Animali in quarantena e 10mila euro di sanzione al proprietario: questa la decisione dell´Unità di progetto, che prosegue la sua battaglia contro la peste suina africana
Individuato a Budoni allevamento di maiali non registrati


BUDONI - Sabato mattina, nella frazione di Limpiddu, nelle campagne di Budoni, nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo del territorio portate avanti dal Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, è stato individuato un gruppo di quindici suini non registrati all’anagrafe zootecnica nazionale. È quindi intervenuta la task force regionale, che ha individuato il proprietario dei maiali e proceduto al sequestro degli animali. Effettuati i prelievi ed i campionamenti per gli esami di rito sulla presenza della peste suina africana, al proprietario dei quindici capi sono state assegnate le prescrizioni per procedere alla regolarizzazione dell’allevamento ed alla messa in sicurezza dei suini. Infatti, il detentore potrà continuare ad allevare, una volta registrati i maiali, fatto salvo l’esito favorevole delle analisi per la Psa. Il sindaco di Budoni Giuseppe Porcheddu, subito informato delle attività in corso, ha garantito la massima collaborazione.

Al proprietario è stata contestata la violazione amministrativa del decreto legislativo 200, che prevede una sanzione di circa 10mila euro. Sanzione che poteva essere evitata accedendo alla procedura di regolarizzazione attraverso il metodo del cosiddetto “ravvedimento operoso”, frutto dell’accorto raggiunto tra la Regione autonoma della Sardegna ed il Ministero della Salute, che permette, attraverso l’emersione volontaria dalla condizione di irregolarità, di evitare il pagamento dei 10mila euro. Tale procedimento, se percorso dal proprietario, poteva quindi ridurre la sanzione contestabile a soli 430euro, dovuti per la violazione del regolamento di polizia veterinaria. Anche la presenza di questi piccoli branchi, non registrati e quindi non sottoposti ai dovuti controlli sanitari, alimenta la diffusione della Psa o di altre malattie che, attraverso le macellazioni clandestine, possono creare gravi problemi alla salute dei cittadini. Registrare e quindi controllare i suini è fondamentale per eradicare la Psa e garantire una filiera delle carni del maiale sicura per tutti i consumatori.

L’intervento di oggi si inserisce all’interno del programma di controllo e monitoraggio del territorio attivato dalla Regione, attraverso l’Unità di progetto per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna, nell’ambito delle azioni di contrasto alla diffusione ed alla presenza della peste suina in tutta l’Isola. Oltre alle aree dove è maggiormente diffusa la pratica del pascolo brado illegale, che contribuisce fortemente al perdurare della malattia, anche il resto della regione è costantemente messa sotto il riflettore dell’Udp. Il 30 gennaio, per esempio, erano stati sequestrati e poi abbattuti a Sant’Andrea Frius quattordici cinghiali non registrati, mai sottoposti a controlli sanitari e di ignota proprietà.
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