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Oristano NewsnotiziesardegnaPoliticaElezioni › Cappellacci, Cicu e Nizzi a Villa Certosa
S.O. 13 novembre 2017
Berlusconi convoca i capi-corrente di Forza Italia in Sardegna nel tentativo di acquietare gli animi e imporre un patto di non belligeranza in previsione delle scadenze elettorali. E´ braccio di ferro per le candidature in tutti i territori
Cappellacci, Cicu e Nizzi a Villa Certosa


OLBIA - Dopo il via libera al Rosatellum anche in Sardegna si aprono i giochi per le prossime elezioni politiche con uno sguardo attento a ciò che accade in Consiglio regionale, visto che alcuni dei big isolani stanno già scaldando i motori per tentare di ottenere un posto in Parlamento. Nell'ultimo fine settimana è stata Forza Italia a dare il via alle grandi manovre con incontri separati convocati da Silvio Berlusconi a Villa Certosa, la residenza estiva dell'ex Cavaliere a Porto Rotondo.

La spaccatura tra gli azzurri rimane, ma sarebbe stato stretto un patto di non belligeranza nel tentativo di superare l'impasse sulle candidature e marciare almeno apparentemente compatti. Così il coordinatore regionale Ugo Cappellacci, l'eurodeputato Salvatore Cicu e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, protagonisti di tre distinti faccia a faccia con Berlusconi, si ritroveranno insieme per due appuntamenti promossi dal partito: l'1 dicembre a Cagliari con Paolo Romani e Mario Mauro, un secondo il 9, con sede e partecipanti nazionali ancora da decidere.

Pochissime le indiscrezioni che trapelano, con Berlusconi che ha dato direttive su come comporre le liste. Confermato la tesi secondo cui per un posto in Parlamento potrebbero correre diversi consiglieri regionali. A questo però, si aggiunge che in vista del voto di marzo, i partiti alleati di Forza Italia stanno legando le future alleanze per le Politiche agli assetti per le Regionali del 2019. Una matassa difficile da sbrogliare che non è escluso che possa lasciare sul campo feriti e scontenti.
Commenti
19:01
50 i favorevoli, 2 i contrari. La Sardegna si unisce al gruppo delle sei regioni dove la doppia preferenza è istituzionalizzata: sono Emilia Romagna, Toscana, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Umbria
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