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A.B. 25 giugno 2016
Politica: nasce Sardigna nostra
E´ stata costituita un´associazione, di cui fa parte integrante l´omonimo movimento identitario sardo non indipendentista e non italianista, che propone «un programma realizzabile»


CAGLIARI – E' stata costituita l’Associazione Sardigna nostra di cui è parte integrante l'omonimo movimento identitario sardo. Si tratta di un movimento sardo non indipendentista e non italianista, che propone «un programma realizzabile», dichiarano i componenti. Il Consiglio Direttivo è formato dal presidente Bartolomeo Porcheddu, dal vicepresidente Piero Mura e dal segretario Mario Demontis. L’associazione ha struttura democratica, è costituita senza fine di lucro e nasce con lo scopo di «promuovere il benessere dei sardi e il progresso della Sardegna», spiegano, con l'obbiettivo di «migliorare la condizione sociale dei sardi attraverso la creazione di un posto di lavoro per ogni cittadino. Nessun sardo dovrà trovarsi senza un’abitazione in cui vivere e senza un reddito che possa garantirgli una vita dignitosa».

Per il raggiungimento di questi traguardi, l’associazione promuoverà, attraverso il suo movimento (organizzato a livello locale, regionale, nazionale ed europeo), la perequazione e la solidarietà fra i sardi. Il movimento porterà avanti una politica di riavvicinamento fra i sardi della Sardegna ed i sardi che vivono all’Estero, e «creerà le condizioni ottimali perché gli emigrati sardi possano tornare o soggiornare nella loro madre patria». Sardigna nostra vuole promuovere a tutti i livelli l’uguaglianza fra uomini e donne e creare le condizioni per garantire pari accesso di genere in ogni settore della società. L’azione politica del movimento sarà rivolta al potenziamento dei settori trainanti dell’economia sarda: pastorizia, agricoltura, turismo, artigianato, manifatture, produzione agroalimentare, industria di trasformazione, conservazione e distribuzione/commercializzazione dei prodotti sardi; nonché alla ricerca di nuove attività produttive che alimentino il tessuto economico isolano. «Potenziali e ingenti risorse dovranno essere liberate con la dismissione delle basi militari che ormai da troppo tempo hanno sottratto e tolgono oggi alla Sardegna porzioni enormi di territorio che, riorganizzate, potranno contribuire alla creazione di nuova ricchezza per i sardi», auspicano. Sarà priorità della azione politica di Sardigna nostra la realizzazione di una continuità territoriale vera, «che consenta a uomini e merci la libera circolazione con il Continente italiano, europeo e mondiale a prezzi economici in modo che ogni individuo, sardo e non, possa attraversare il mare con navi e aerei alle migliori condizioni di mercato».

«La comunicazione interna della Sardegna, che per la sua arretratezza costituisce una vergogna nazionale ed europea – proseguono - sarà uno dei principali temi presenti nel programma del movimento, poiché non ci potrà essere alcun sviluppo in Sardegna senza un’efficiente sistema di collegamento interno. Pertanto, l’Isola dovrà essere dotata di strade a scorrimento veloce e di ferrovie elettrificate che mettano in comunicazione il territorio con le città, i porti e gli aeroporti». Sfruttando soprattutto le potenzialità naturali dell'Isola, Sardigna nostra promuoverà l’accesso alle energie rinnovabili con l’utilizzo delle nuove tecnologie per catturare dal sole, dal mare, dalle acque e dall’aria le risorse energetiche di cui l'Isola necessita. «Il movimento, avvalendosi delle norme dello Statuto sardo, creerà le condizioni legislative affinché la gestione delle energie rinnovabili non cada in mano a speculatori e sia organizzata e diretta dalle popolazioni locali coordinate a livello regionale». Prevista la proposta della fruizione libera di terre comuni, acque, foreste, spiagge e di qualsiasi altro bene pubblico. Ed all’interno dei luoghi pubblici, saranno garantiti anche i servizi a pagamento per coloro che vorranno accedere alle strutture private ricreative. «Sardigna nostra si impegnerà a costruire una Sardegna identitaria, in cui la lingua e la cultura sarda siano presenti in tutte le scuole di ogni ordine e grado e nella Pubblica Amministrazione. Le università della Sardegna, che dovranno rappresentare la vera forza della ricerca e del progresso, saranno dotate di corsi di studio per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda. I monumenti della Sardegna, trascurati e abbandonati da secoli, saranno oggetto di attenzione da parte del movimento che, attraverso un programma specifico, darà inizio alla preservazione e fruizione del nostro importante patrimonio archeologico».
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