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A.B. 18 marzo 2016
La nona edizione del Film Festival 2016, organizzata dall’associazione culturale Su Disterru, è intitolata “Grecia, il racconto della crisi”
Cinema, Narbolia Terra di Confine


NARBOLIA - Proseguono a Narbolia gli incontri e le proiezioni del Terre di Confine Film Festival, rassegna itinerante che per il terzo fine settimana anima l’Oristanese. Domani, sabato 19 marzo, si comincia al mattino, alle ore 11.30, al Montegranatico, con la presentazione di “Cammellini che entrano ed escono dalle orecchie”, di Filippo Martinez. Nel pomeriggio, spazio come sempre alle proiezioni: alle 16.30, nella Sala Polvalente, i corti di NassosVakalis, “Dinner for few”, “Yorgos Zois”, “Casus Belli”, e “Debtfools” di F.Vardakas e Despina Ikonomopoulu, che a seguire incontrerà il pubblico. Alle ore 17.30, finestra sul cinema sardo con Miguel e Transumanza, di Salvatore Mereu, presente in sala per dialogare con gli spettatori. Alle 18.30, il film di Yorgos Lanthimos “The Lobster”; alle ore 21.30, “Wednesday 04.45”, di Alexis Alexiou, inedito in Italia.

Domenica 20, ultima giornata di Terre di Confine, si riparte alle 11.30, dal Montegranatico con la tavola rotonda “Crisi”, con Ikonomopoulu, Stella Kyriakopoulos, Thanasis Patsavos, Despina Pavlaki, ThodorisPitsilis e Dimitri Deliolanes, giornalista, saggista e storico inviato in Italia della tv pubblica Greca Ert. Nel pomeriggio, dalle ore 16.30, si torna alla Sala Polivalente per le proiezioni di “A family affair”, di Angeliki Aristomenopoulou, e “Duty of Revenge”, di Simone Cireddu, che incontrerà il pubblico. Alle 18.30, calerà il sipario sulla nona edizione del Festival con il film, inedito in Italia, “Little England”, di Pantelis Voulgaris.

Filo rosso della nona edizione di Terre di Confine Film Festival è il confronto-incontro tra realtà cinematografiche marginali, lontane, ai confini, siano essi fisici o concettuali, e l’esplorazione di una forma d’arte che (pur tra le difficoltà economiche) produce opere di grande spessore artistico, influenza il nostro immaginario, guida il nostro modo di analizzare e capire la realtà. Così dopo la Scandinavia, Cuba, il Kurdistan, i Balcani, l’Africa, l’Argentina, la Romania ed il cinema delle minoranze linguistiche spagnole, Terre di Confine focalizza il proprio interesse sulla Grecia, e in particolare sul racconto della crisi elaborato dalla cinematografia ellenica.
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