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A.B. 10 marzo 2016
Coldiretti ed Uecoop Sardegna scrivono alle Istituzioni regionali. Importante la prevenzione futura, ma i compendi ittici oristanesi anche quest’anno hanno già subito ingenti danni
Danni Cormorani: urgente rivedere gli indennizzi


ORISTANO - La problematica cormorani si arricchisce di nuovi contributi e proposte ma, una soluzione fattiva tarda ad arrivare. La recente audizione in Commissione Agricoltura Regionale degli assessori regionali all’Ambiente ed all'Agricoltura Donatella Spano ed Elisabetta Falchi, riporta la questione al centro degli interessi nella Provincia di Oristano, alimentando il dibattito. Coldiretti ed Uecoop Sardegna, con una nota indirizzata al presidente della Giunta Regionale Francesco Pigliaru, ai due assessori ed ai presidenti delle Commissioni Bilancio, Agricoltura ed Ambiente, sollecitano ancora una decisione rapida e risolutiva. Sono infatti gli stagni oristanesi che presentano nell’Isola la maggior criticità, causa una fauna selvatica da anni fuori controllo, pericolo costante per le imprese della pesca.

Sotto accusa, l'eccessiva presenza dei cormorani, animali che provocano serissimi danni ai compendi ittici con un'evidente alterazione nell’equilibrio fondante tra ambiente ed attività produttive. Situazioni e proposte di risoluzione che Coldiretti e Uecoop Sardegna, a nome dei pescatori, hanno già portato all’attenzione della politica locale e regionale. Tuttavia, nonostante l’impegno della Giunta Regionale, che con una delibera ha acclarato la volontà politica di contenimento dei cormorani e contemplato un abbattimento controllato degli uccelli (dopo le necessarie e preliminari interlocuzioni con l’Ispra), nulla ancora è stato fatto. «Condividiamo le affermazioni della Commissione Regionale Agricoltura – affermano Giuseppe Casu e Vittorio Cadau, rispettivamente direttore Coldiretti Oristano e presidente Uecoop Sardegna - sulla necessità di azioni di prevenzione coordinate per il contenimento dei danni da fauna selvatica, anche perché è quanto chiediamo da tempo. Tuttavia è indubbio che, in relazione ai cormorani, una azione di prevenzione efficace ad oggi non esiste e, come evidenziato dalla stessa Regione, per la dimensione dei compendi ittici è impossibile da attuare, se non con il ricorso all’ abbattimento. Paradossalmente però, mentre i pescatori vivono una nuova stagione di danni, diminuiscono gli indennizzi. Nel quadriennio 2013/2016, le risorse per fauna selvatica e ittica sono state infatti dimezzate».

Ma è tutta la gestione della fauna selvatica che secondo Coldiretti ed Uecoop Sardegna va ripresa e rivista in modo organico. Sui cinghiali non esiste alcuna azione di contrasto, mentre la popolazione è in costante aumento. Sul “fronte cornacchie”, dopo la positiva scorsa stagione, ci si è fermati. Quest’anno si è in forte ritardo, occorre programmare urgentemente nuovi interventi di formazione dei coadiutori e chiarire la possibilità di intervenire nelle aree Sic e Zps. Ignorata da tutti, nonostante le segnalazioni ripetute di Coldiretti, si prospetta anche una “problematica nutrie”. «La prevenzione nei confronti della fauna selvatica – ribadiscono Casu e Cadau – viene periodicamente invocata da molti come strumento risolutivo di contrasto, ma poi di fatto non si agisce con efficacia e, in momenti di grave inerzia delle Istituzioni, come quello attuale, il ricorso agli indennizzi per compensare i danni causati alle aziende, appare l’ unica soluzione percorribile». Le due associazioni richiedono quindi con forza un'accelerata ai percorsi di contenimento individuati, e sollecitano le Istituzioni regionali «a riattivare risorse congrue nel capitolo della finanziaria regionale destinato a reintegrare le perdite delle imprese, l’unica azione che oggi, specialmente per la “questione cormorani” appare efficace».
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