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A.B. 3 marzo 2016
Ci sono solo dieci giorni di tempo. Il termine, fissato dalla legge regionale di riordino degli enti locali, pesa come un macigno sulle scelte che i Comuni dell’Area vasta, che vorrebbero costituire il nuovo soggetto aggregativo istituzionale
Corsa contro il tempo per il varo della Rete urbana di Oristano


ORISTANO - Il conto alla rovescia è iniziato. Per la nascita della rete urbana di Oristano ci sono solo dieci giorni di tempo. Il termine, fissato dalla legge regionale di riordino degli enti locali, pesa come un macigno sulle scelte che i Comuni dell’Area vasta, che vorrebbero costituire il nuovo soggetto aggregativo istituzionale. Una scadenza tanto ravvicinata che i sindaci hanno chiesto una proroga di almeno un mese per consentire di ponderare una scelta di rilevanza strategica per il futuro dei territori. Martedì, se n'è parlato nella Sala consiliare del Comune di Oristano, a Palazzo degli Scolopi, dove il sindaco Guido Tendas ha invitato i sindaci di Allai, Arborea, Baratili, Bauladu, Cabras, Marrubiu, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Palmas Arborea, Riola Sardo, Samugheo, San Vero Milis, Santa Giusta, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simaxis, Solarussa, Terralba, Tramatza, Villanova Truschedu, Villaurbana, Zeddiani, Zerfaliu per discutere delle opportunità offerte dalla legge di riforma degli enti locali. Ad illustrarle, l’assessore regionale agli Enti locali Cristiano Erriu [LEGGI] e il consigliere regionale Mario Tendas.

«La Legge di Riforma degli Enti locali propone nuovi scenari e nuove opportunità per il nostro territorio – ha detto il sindaco Tendas - Oristano, in qualità di Città media, ha la possibilità di costituire una rete urbana con i Comuni vicini, con la possibilità di attivare forme di sostegno aggiuntivo per la gestione associata dei servizi di Area vasta. L’esperienza aggregativa e progettuale del Plus, del progetto sulla Mobilità Lenta e del Piano Strategico, ha visto i nostri Comuni collaborare e dialogare sui temi dei servizi alla persona, della mobilità sostenibile e - più in generale - della programmazione territoriale. Esperienze positive che dimostrano che si può costruire insieme una nuova dimensione istituzionale e di programmazione». «Il riordino degli enti locali è un’opportunità da cogliere, pur tra innegabili perplessità, per definire in autonomia l’ambito ottimale del nostro territorio – ha aggiunto l’assessore comunale alla Programmazione Giuseppina Uda - Dobbiamo essere ambiziosi per definire un territorio ampio e popolato capace di difendere la presenza dei servizi dai ripetuti tentativi di scippo. Un ambito territoriale di 10/20mila abitanti quale quello delle unione dei comuni non è sufficiente per perseguire questo obiettivo e una efficace azione di programmazione. Molto meglio sarebbe una Rete urbana la cui dimensione è almeno di 40/50mila abitanti».

Nel corso della riunione, non sono mancate le perplessità sulla nuova legge, soprattutto sui tempi di applicazione e per l’adesione ai nuovi soggetti istituzionali, ma anche per il pericolo che conseguirebbe dalla difficile gestione della sovrapposizione di soggetti istituzionali quali ad esempio i Gal, le Unioni dei Comuni, i Plus e la Rete urbana. «I dieci giorni a disposizione per fare scelte tanto importanti sono pochi», ha evidenziato il sindaco di Cabras Cristiano Carrus. Gli ha risposto l’assessore regionale Erriu, che ha ribadito l’esigenza di accelerare un processo che è già in ritardo e ha suggerito di formalizzare, attraverso l’Anci, una richiesta di proroga rispetto ai tempi fissati dalla legge. Perplessità sono state espresse anche dal consigliere regionale Tendas e dal sindaco di Santa Giusta Antonello Figus.

Nella foto: il sindaco Guido Tendas e l'assessore regionale Cristiano Erriu
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