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S.A. 22 febbraio 2016
E’ giusto rafforzare i presidi della legalità, ma prima di tutto è necessario un rilancio civile e sociale delle zone interne attraverso il potenziamento dei servizi ai cittadini e delle opportunità di sviluppo: così Attilio Dedoni sui recenti attentati ai sindaci di Desulo e Norbello
«Attentati sindaci, attenzione a zone interne»


NORBELLO - «Per affrontare all’origine il problema delle intimidazioni agli amministratori locali servono serie politiche di rilancio per le zone interne della Sardegna, che possano mettere un freno all’abbandono, allo spopolamento e al conseguente degrado civico e morale che pian piano, ma sempre più inesorabilmente, si insinua nelle comunità. Lo Stato, ma soprattutto la Regione, sono chiamati ad uno sforzo eccezionale prima che la situazione diventi veramente ingestibile», dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, qualche giorno dopo gli attentati contro i sindaci di Desulo e Norbello.

«Da ogni parte si sente ripetere che è necessario rafforzare la presenza dello Stato, nei termini di un maggiore dispiegamento delle forze dell’ordine», sottolinea Dedoni. «Mercoledì si insedierà, con un anno di ritardo, l’Osservatorio permanente sugli atti intimidatori contro gli amministratori locali. Ma la verità è che, per porre fine all’emarginazione, serve un’inversione a U nelle politiche di Stato e Regione per la Sardegna centrale. E’ giusto rafforzare i presidi della legalità, ma prima di tutto è necessario un rilancio civile e sociale delle zone interne attraverso il potenziamento dei servizi ai cittadini e delle opportunità di sviluppo. Non servono solo più caserme, servono più uffici postali, più scuole, più medici di base, più assistenza ospedaliera, più politiche sociali, più strade, più trasporto pubblico locale, più sostegno alle piccole economie: in breve, l’esatto contrario di quello che Stato e Regione hanno sempre fatto, vale a dire tagliare dove è più facile, dove le voci di protesta arrivano troppo deboli per impensierire chi siede nei palazzi del potere».

«Affrontare i problemi delle zone interne solo come un’emergenza di ordine pubblico è la negazione della democrazia - conclude il capogruppo -. Per questo, ben vengano iniziative come l’Osservatorio, ma i problemi vanno affrontati, non solo osservati. E per affrontarli servono risorse. La Giunta regionale si attivi presso il Governo per promuovere un’intesa istituzionale per il rilancio della Sardegna centrale, che stanzi le risorse necessarie per invertire la tendenza allo spopolamento e all’abbandono, per rendere vivibili i piccoli centri e non lasciare che il degrado abbia il sopravvento».
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